La depressione nel post-partum è stata descritta come “un ladro che ruba la maternità”.(1)
Con il termine di depressione post-partum o anche detta depressione perinatale si intende un’alterazione dello stato dell’umore della mamma, che insorge in genere 4-6 settimane dopo il parto, ma che in realtà può contemplare un periodo più ampio che va dal concepimento sino al primo anno di vita del bambino/a. Tale periodo è caratterizzato da una molteplicità di sintomi come tristezza persistente, sbalzi d’umore, ansia e senso di inadeguatezza.(2)
Questi sono cambiamenti sia per il singolo, a livello intrapsichico con difficoltà all’accettazione del nuovo ruolo sociale e familiare, sia per la coppia a livello relazionale. L’affetto non cambia all’interno della coppia, ma il rapporto si reinventa, al fronte di una nuova vita e di cambiamenti della routine quotidiana. È questa la vera sfida: creare un’identità genitoriale. Le difficoltà dei singoli si accentuano, aumentando la possibilità dell’insorgenza di disagio psichico; condizione fisiologica, ma che deve essere riconosciuta e supportata!
La salute mentale materna è un tema fondamentale che merita tutta l’attenzione e il supporto necessario.
Per questo lavorare in team ginecologi e pediatri è fondamentale, per un’assistenza non solo medica, nel più stretto significato del termine, ma anche come sostegno alla genitorialità. Mamma e papà devono essere anche loro il fulcro della nuova famiglia, che si va delineando, non solo il neonato che diventa, giustamente il centro di ogni attenzione!
Il senso di inadeguatezza è normale, ma attraverso gli strumenti giusti, tutto quello che appare insormontabile, può essere visto da un altro punto di vista. La collaborazione tra tutte le persone coinvolte è importante e fondamentale, per accogliere nel massimo della serenità la nuova vita che è venuta al mondo, ricordando l’importanza della sfera emotiva dei genitori.
La mia esperienza: quando mi sono resa conto di come il mio umore si stesse modificando e di come il senso di inadeguatezza, nonostante la mia professione, stesse creando in me degli improvvisi ed importanti attacchi di panico, ho chiesto aiuto. La prima persona che ho coinvolto in questa mia esplicita richiesta, è stato l’uomo che ho accanto, mio marito e padre dei miei figli. Lui è stato subito pronto e silenziosamente è riuscito a starmi vicino sostenendomi, senza quasi che me ne accorgessi.
QUANDO ABBIAMO DELLE DIFFICOLTÀ E NON CI SENTIAMO ADEGUATI, CHIEDIAMO AIUTO…NON C’È NULLA DI SBAGLIATO, ANZI È UN’ALTRA MANIERA PER PRENDERSI CURA DI SÉ STESSI E DELLE PERSONE CHE CI CIRCONDANO!
- Journal of Psychopathology
- La depressione perinatale: che cos’è e come intervenire | Save the Children
immagine di testata creata con AI

Dott.ssa Delia De Mattia
Pediatria Generale
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